Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia – Borgo Santo Spirito 2
8 ottobre 2026, ore 17:30 – 21:00
9 – 11 ottobre 2025, ore 10:00 – 21:00
Il Codice della Memoria nasce dall’incontro tra pittura e oreficeria, due arti profondamente legate nella cultura del Rinascimento italiano.
Il filo conduttore della mostra è la vita di Benvenuto Tisi detto Garofalo e il suo viaggio attraverso alcune delle grandi città d’arte italiane. Un percorso geografico che diventa anche un percorso umano: Garofalo parte dalla propria terra, incontra maestri, botteghe, corti e linguaggi differenti, assimila nuove esperienze e infine ritorna a Ferrara con una propria identità artistica.
Seguire il suo viaggio significa quindi raccontare uno dei principi fondamentali del Rinascimento: la conoscenza nasce dall’incontro.
Atelier Percossi Papi ed Emiliano Alfonsi ripercorrono questa storia attraverso due linguaggi diversi e complementari. Pittura e oreficeria procedono sullo stesso piano, interpretando città, simboli e memoria attraverso i propri strumenti espressivi.
Al centro del percorso è L’Alfabeto del Fiore di Emiliano Alfonsi, opera dedicata alla vita di Garofalo. Intorno ad essa, i gioielli e gli oggetti d’arte di Atelier Percossi Papi accompagnano le diverse tappe del viaggio.
Il viaggio comincia a Ferrara, la città della formazione e delle radici.
Qui Garofalo muove i primi passi nella bottega di Domenico Panetti, all’interno di una delle più vivaci culture figurative del Rinascimento italiano. La Ferrara degli Estensi è una città nella quale pittura, musica, letteratura, architettura e arti applicate convivono e si contaminano.
È il luogo dal quale Garofalo parte e al quale continuerà a tornare.
Ferrara rappresenta l’origine: la terra, la bottega, la memoria.
Il percorso prosegue idealmente verso Venezia.
Già durante il soggiorno cremonese presso Boccaccio Boccaccino, Garofalo entra in contatto con la cultura pittorica veneziana. Successivamente il suo viaggio lo conduce nella città lagunare, dove la tradizione identifica anche l’incontro con Tiziano.
Venezia rappresenta un universo differente: il colore, la luce, la ricchezza della materia, l’Oriente che incontra l’Occidente, l’oro e la preziosità delle superfici.
È una nuova esperienza dello sguardo.
Venezia rappresenta la scoperta: il viaggio apre l’artista a un linguaggio diverso dal proprio.
Roma costituisce uno dei momenti decisivi della formazione di Garofalo.
Dopo un primo soggiorno intorno al 1500, vi ritorna nel 1512, durante il pontificato di Giulio II. È la Roma del pieno Rinascimento, nella quale l’antichità classica viene studiata e reinterpretata per costruire un nuovo linguaggio artistico.
Qui Garofalo incontra Raffaello.
L’incontro segna profondamente la sua pittura, che acquista maggiore equilibrio, armonia e monumentalità. L’artista ferrarese entra così in contatto diretto con uno dei centri propulsori della cultura europea del suo tempo.
Roma rappresenta l’incontro con il maestro e con l’antico: la memoria diventa strumento per creare il nuovo.
Il viaggio attraversa anche una dimensione interiore.
Nell’arte rinascimentale il simbolo è un vero linguaggio: fiori, animali, stelle, colori, gesti e oggetti possiedono significati che oltrepassano ciò che è immediatamente visibile.
La spiritualità occupa un posto importante nell’opera e nella vita di Garofalo, autore di numerose pale d’altare e opere destinate alle chiese.
La mostra affronta quindi i Segni della fede non soltanto nella loro dimensione religiosa, ma come parte di un più ampio universo simbolico attraverso il quale l’uomo cerca da sempre di dare forma all’invisibile.
Il simbolo diventa un ponte tra materia e pensiero, esperienza individuale e memoria collettiva.
Il viaggio si conclude là dove era iniziato.
Garofalo torna a Ferrara, ma è ormai un uomo e un artista diverso da quello che era partito.
Ha attraversato città, scuole e linguaggi; ha incontrato alcuni dei protagonisti della cultura rinascimentale e ha trasformato quelle esperienze in una propria identità artistica.
Alla Corte Estense raggiunge la maturità, realizzando opere per i duchi d’Este e per numerose chiese e diventando uno dei protagonisti della scuola ferrarese.
Il ritorno non rappresenta quindi un ritorno al punto di partenza.
È il momento in cui tutto ciò che è stato incontrato durante il viaggio viene assimilato e restituito attraverso una voce personale.
Il viaggio di Garofalo diventa così metafora di un processo universale: partire dalle proprie radici, attraversare il mondo, incontrare l’altro e tornare trasformati.
È anche il principio che guida il dialogo tra Atelier Percossi Papi ed Emiliano Alfonsi.
Come accadeva nelle botteghe rinascimentali, pittura e oreficeria tornano a incontrarsi. Non per riprodurre il passato, ma per recuperarne il metodo: ricerca, contaminazione tra discipline, conoscenza della storia e capacità di trasformarla.
Questo dialogo diventerà visibile anche attraverso una performance dal vivo, durante la quale una miniaturista riprodurrà un’immagine tratta dall’opera di Alfonsi, destinata a essere inserita in un gioiello unico di Atelier Percossi Papi.
Un’immagine passa così dalla pittura alla miniatura e dalla miniatura all’oreficeria, cambiando materia e dimensione ma continuando a custodire la stessa memoria.
Perché la memoria non è ciò che rimane immobile nel passato.
È ciò che attraversa il tempo e continua a trasformarsi.
ROMA JEWELRY WEEK 2026 - IL CODICE DELLA MEMORIA
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CODED COTURE